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17 August 2013

Trix ha fatto Patatrac

Published on Topolino No. 1365, 24 January 1982
Pubblicato su Topolino No. 1365, 24 Gennaio 1982


Trix ha fatto Patatrac


Uno, due... Trix. Appena arrivate sugli schermi italiani, è stato subito successo. Sono le tre gemelle di Patatrac, la trasmissione di Boncompagni in onda sulla Rete 2 alla domenica sera. Argentine, 22 anni, nate sotto it segno del Cancro, Maria Emilia, Maria Eugenia e Maria Laura Fernandez Rousse sono identiche fra loro come tre gocce d'acqua. A chi chiede loro come fare per riconoscerle, rispondono che è semplicissimo: "Io sono romantica, lei è aggressiva e lei timida..."


Già note all'estero da alcuni anni, le Trix hanno avuto un padrino d'eccezione: Julio Iglesias, che le ha volute con sé in una tournée attorno al mondo. In Italia hanno inciso due dischi: la sigla di Patatrac, trasmissione che le ha fatte conoscere al pubblico italiano, e "C' est la vie". Un nuovo disco uscirà a giorni.


In Patatrac, le Trix rappresentano le "note musicali" della trasmissione condotta da Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Luciana Turina. Tre note musicali che, però, non disdegnano di uscire dal pentagramma per ballare, ridere e scherzare con i partner della trasmissione. Tre note graziose che in poche settimane hanno conquistato tanti fans, da aggiungere a quelli già esistenti in tutto il mondo e soprattutto in Spagna e Argentina.

25 July 2013

10 cc dal vivo

Published on Topolino No. 1063, 11 April 1976
Pubblicato su Topolino No. 1063, 11 Aprile 1976

10 cc dal vivo
 Siamo andati a Manchester per sentire uno
dei piu quotati complessi rock inglesi: i 10 cc che stanno
avendo successo anche in Italia.


Manchester, Gran Bretagna. Una città grigia, industriale. Un numero di abitanti pari all'incirca a Bologna o Palermo. Free Trade Hall, nel centro della città. Un teatro affollato di giovanissimi. Pieni di colori. Impazienti. Sul palcoscenico ancora inanimato una jungla di strumenti, cavi, microfoni e altoparlanti. Di colpo si spengono le luci in sala. Gli strumenti del palcoscenico prendono vita illuminati dagli innumerevoli riflettori colorati. Un boato da football. Un applauso entusiasmante. I 10 cc sono in scena. Niente preamboli. Tocca alla musica, che si mette a sparare subito. Bella, decisa, pulita. Calda e fresca allo stesso tempo.


Lo spettacolo e partito. Il cielo opprimente e il freddo sono là, via da quei quattro ragazzi Lol Creme, Kevin Godley, Eric Stewart, Graham Gouldman. La formazione dei 10 cc nasce nel 1972. Li chiamano gli eredi dei Beatles, edizione anni 70. Indubbiamente la vena d'ironia, il comportamento scanzonato, la vitalità sembrano sottolinearlo. Si tratta di un sound che per molti tratti, soprattutto negli attacchi, si potrebbe dire figlio naturale di Paul McCartney. Una perfezione esecutiva, una pignoleria quasi ossessiva, che rende le esecuzioni dal vivo tali e quasi alle incisioni.

Affermati professionisti già da tempo, di netta matrice beatlesiana, i 
quattro componenti dei 10 cc in precedenza si chiamavano Hotlegs. 
Con questa etichetta sono entrati anche nella hit parade italiana col 45 
« Neandertal Man ». Recentemente, i 10 cc hanno fatto una tournée di 
grande successo negli Stati Uniti d'America, dove hanno toccato 107 
città, per un totale di 100.000 spettatori.

Ognuno di loro sa suonare strumenti diversi con la massima disinvoltura, facendo spettacolo e dando prova di bravura. Ma oltre al fatto musicale in sé, molto rilievo hanno anche i testi. Sono tutti interessanti, aderenti alla realtà, permeati da una sottile e talvolta graffiante presa in giro della realta. Uno smalto da autentici professionisti. Diversi stili che vanno dal rock al sudamericano al sentimentale. Un suonare asciutto, senza sbavature. Siamo sull'Olimpo del rock anglosassone. La cima di una musica che ti ricarica. E poco importa se intanto fuori da quel teatro pieno di colori e suoni la città è opaca. Il bello è lì. In mezzo a quella folla, al sole della musica.
Max Red

20 July 2013

Teresa De Sio: "ô viaggio pe na terra nova"

Published on Topolino No. 1319, 8 March 1981
Pubblicato su Topolino No. 1319, 8 Marzo 1981

Teresa De Sio 
 "ô viaggio pe na terra nova"

 Foto Olympia e Roberto Masotti

Proprio in questi giorni sta ultimando un tour italiano in cui ha cantato in tutte le maggiori città. Teresa De Sio, venticinque anni, Napoletana, segno dello Scorpione, personcina minuta, voce straordinaria che sembra uno strumento musicale. Circa quattro anni fa faceva parte del gruppo Musica Nova che, diretto da Eugenio Bennato, riuniva musicisti come Toni Esposito, Gigi De Rienzo, Roberto Fix. Con loro Teresa ha svolto ricerca sulle radici popolari musicali, sfociata in Villanelle Cinquecentesche, album curato da Bennato. Oggi, Teresa si è messa in proprio. L'LP Sulla Terra sulla Luna è il frutto di questa autonomia. È un viaggio «pe na terra nova», attraverso cioè la musica, dove ci accompagna la voce di Teresa. 


Le musiche sono di Gigi De Rienzo; i testi (motto poetici) e l'interpretazione sono di Teresa che ha usato le parole come tanti suoni, ricorrendo al napoletano perché più malleabile della lingua italiana. Le canzoni hanno ritmi incalzanti e melodie morbide. Ci sono richiami rock, jazz e dichiarate tarantelle, in un uso sempre severo e dignitoso. Un'opera prima, questa, di grande efficacia e di talento. Una curiosità: la musica del brano Nanninella è di Pino Daniele.
Max Red 

18 July 2013

Hello, Goggi (Nel senso di Loretta)

Published on Topolino No. 1336, 5 July 1981
Pubblicato su Topolino No. 1336, 5 Luglio 1981

Hello, Goggi 
(Nel senso di Loretta)

Attrice, cantante, ballerina, brillante show girl, la Goggi calca le scene dal 1961. nel mese d'agosto sarà in giro per l'Italia in un tour canoro; a settembre apparirà in tv, su Canale 5, con un show tutto suo. Hello, Goggi.


A trentuno anni, Loretta Goggi (è nata a Roma il 29 settembre del '50) è uno dei volti piu noti del mondo dello spettacolo. All'ultimo Sanremo si è piazzata seconda con la canzone Maledetta primavera. In questi giorni sta registrando, negli studi della emittente privata Canale 5, uno show di tredici puntate, in programma per settembre, intitolato Hello, Goggi. Un varietà dove Loretta è la mattatrice. Durante una pausa abbiamo avuto occasione di fare quattro chiacchiere con lei. È nel suo camerino davanti allo specchio del trucco. Indossa una camicetta bianca e una gonna ampia, color antracite, con pizzi bianchi in fondo. Mentre parliamo, il truccatore si occupa del maquillage di Loretta: qualche colpo di phön ai capelli, rimmel e matita per gli occhi, un po' di cipria...

"Hello, Goggi" che genere di trasmissione è? «È una trasmissione nella quale l'unico personaggio fisso sono io. A parte naturalmente l'equipe del regista, coreografo, eccetera, eccetera. È una trasmissione molto libera. Non c'è uno schema preciso, fisso. C'è la possibilità di fare in tutti i modi spettacolo, con grande libertà: dal cabaret, alle canzoni, ai numeri di mimo, ai balletti, e tantissime cose. È tu balli, mimi, canti? «Si, tutto. Tutto, tutto. Non solo io, intendiamoci. Ci sono tantissimi ospiti: dai cantanti di chiara fama (tra cui Aznavour, Leo Ferré, Renato Rascel, Dalidà, Norma Jordan), a cabarettisti (come Massimo Boldi, Teocoli, Felice Andreasi, Maurizio Micheli), percussionisti (Tony Esposito, Tullio Depiscopo). C'è di tutto. È veramente uno spettacolo molto aperto.»


Tu hai due sorelle: Liliana, maggiore di te, e Daniela, piu giovane, anch'essa inserita nel mondo dello spettacolo. Il fatto di aver intitolato questo show "Hello, Goggi" significa che di Goggi ce n'è una sola, cioè Loretta? «No. Si tratta di un modo abbastanza cameratesco di salutarci. Nel nostro ambiente difficilmente ci si chiama per nome. Tra di noi, quando ci si iricontra, si dice "Ciao, Goggi!", "Ciao, Trapani!", "Ciao, De Vita!". Non diciamo mai "Ciao, Enzo!", "Ciao, Tony!". Come a scuola, no? L'insegnante ti chiama per cognome. Uguale è nel nostro ambiente.» È bello il tuo ambiente? «A me piace molto.» Perchè?
Perchè mi dà modo di trovarmi sempre a mio agio, di scoprire tantissime cose e nella gente e nell'arte. Ti mette a contatto col pubblico, con tremila situazioni talmente diverse e, nello stesso tempo, mi permette di fare le cose che so fare.»

Sei soddisfatta dei traguardi che hai raggiunto? «Si, anche se non voglio porre un termine assolutamente. Nel senso che credo di avere tante altre cose da scoprire, da imparare. Però sicuramente il livello di quello che sono riuscita a fare è già soddisfacente.» Il tuo prossimo LP, che uscirà a settembre, ha già un titolo? «No, perchè lo sto facendo molto lentamente, cercando con attenzione e con cura tutti i pezzi: me ne mancano ancora due o tre. C'è però un filo conduttore. Nel senso che è un LP che parla di una donna di 30 anni, che fa il mio mestiere e che vive le esperienze che può vivere una in questo ambiente, essendo donna, essendo essere umano.» È un LP autobiografico? «Ecco si, è un LP autobiografico, quasi. Quasi, perchè ci sono licenze poetiche, atmosfere da creare. Perciò non posso dire che parola per parola sia tutto vero. Ma c'è ugualmente tanto di me.»


Tu sei allegra o melanconica? «Sono tutt'e due. Sono una persona molto passionale e di conseguenza vivo tutte le cose the mi capitano con grande intensità, siano esse cose spiacevoli o cose felici. Direi che non sono una persona piatta, una persona... come si dice... incasellabile.» Tu sei del segno della Bilancia. Credi agli oroscopi? «Io credo all'astrologia, non all'oroscopo, nel senso di quello the ti succederà domani o oggi. Però all'astrologia credo. Tanto è vero che io della Bilancia ho moltissime caratteristiche.» Quali sono queste caratteristiche? «Be', per esempio, è un segno che adora l'armonia, la giustizia, ha molto senso dell'estetica, è il segno simbolo della socievolezza. È un segno molto femminile, ha momenti di grande entusiasmo e momenti di grande prostrazione. La Bilancia dovrebbe poi essere volubile e io in questo non mi ritrovo perchè ho l'ascendente nel segno del Toro che è molto positivo, molto costante, molto per terra.»


Pensi di piacere di piu ai giovani o agli adulti? «Non ho mai fatto una indagine in questo senso e ritengo che il mio pubblico sia un po' tutto. Ricevo lettere da bambini, come da adulti, da ragazzi...» E cosa ti scrivono? «Di tutto. Dal mandarmi regali e ricordarsi i compleanni che neanch'io mi ricordo, a consigli su come intraprendere il mio mestiere, alla semplice fotografia, alle domande di matrimonio, a "Posso venirti a trovare?", "Vieni ospite a casa mia?". Di tutto. Poi c'è pure l'ecologo.» L'ecologo? «Eh, si, uno che mi ha querelato per Maledetta primavera perchè, secondo lui, ho offeso l'unica cosa pulita che esiste in questo momento.» Ma ora è tempo di sgomberare il campo. Loretta deve finire di cambiarsi e le telecamere l'aspettano. Per farcela vedere a settembre in Hello, Goggi.
Max Red

10 July 2013

Una storia: Genesis

Published on Topolino No. 1358, 6 December 1981
Pubblicato su Topolino No. 1358, 6 Dicembre 1981

Una storia: Genesis
Nati net 1969, esponenti del genere rock romantico,
hanno pubblicato in questi giorni il loro 13° LP.

I Genesis 1981: da sinistra, Mike Rutherford, 
Phil Collins, Tony Banks. 

In Europa, i primi a scoprire i Genesis sono stati i fans italiani, quando il gruppo inglese venne in tour in Italia nel 1973. Il successo che ottennero fu tale the risvegliò l'interesse generale al di fuori dell'Inghilterra. Dopo d'allora, purtroppo, il complesso non è piu venuto in Italia, a parte qualche fugace apparizione per promuovere il disco the avevano appena pubblicato. Cosi infatti e accaduto il 26 settembre scorso: i Genesis hanno suonato alla 17° Mostra della Musica Leggera di Venezia, dove hanno presentato il brano the dà it titolo al loro ultimissimo LP: Abacab, una parola the sembra uscita da una fiaba. Abacab è il tredicesimo album dei Genesis. Il gruppo nasce nel 1969 dall' unione di tre studenti di liceo artistico the compongono musica di genere pop: Peter Gabriel (voce e flauto), Mike Rutherford (basso), Tony Banks (tastiere e sintetizzatori). La formazione dei Genesis cambia piu volte nel corso degli anni. All'inizio, ai tre soci fondatori si uniscono il chitarrista Anthony Phillips e il batterista John Mayhew che abbandoneranno il gruppo nel 1971. Questo quintetto realizza due LP: From Genesis To Revelation (titolo che dà nome al gruppo) e Trepass. Il primo disco passà pressochè inosservato, mentre il secondo fa acquistare credibilittà al gruppo.

Siamo nel 1973: da sinistra, Phil Collins, Peter Gabriel, Tony Banks, 
Mike Rutherford, Steve Hackett.

Nel giugno del 1970, anno in cui vede la luce Trepass, nella colonna degli annunci di Melody Maker, giornale inglese di musica pop, si legge questo annuncio: «Giovane complesso con un disco alle spalle cerca batterista in linea coi nuovi stili della musica pop» Il complesso the cerca il batterista è quello dei Genesis e all'audizione si presentano 15 candidati. Il migliore è un ventenne, di Chiswich, Londra. Si chiama Phil Collins che quest'anno ha pubblicato l'album solo Face Value con grande successo. Cosi, Phil rimpiazza il dimissionario John Mayhew, mentre Anthony Phillips viene sostituito da Steve Hackett. La formazione acquista maggiore compattezza e ne guadagna la qualità delta loro musica. Nel 1971 esce cosi l'LP Nursery Crime. Grazie alle grandi qualità teatrali di Peter Gabriel, i Genesis sono in grado di esibirsi dal vivo in veri e propri spettacolari concerti che, di volta in volta, sono sempre piu raffinati. Seguono gli album Foxtrot (1972), Genesis Live (album dal vivo del 1973, che precede la loro apparizione al Festival di Reading) e Selling England By The Pound (1973). Quest ultimo disco, unito alle affinate qualità sceniche, impone i Genesis a livello internazionale. L'anno successivo infatti, il gruppo è negli USA, dove allestiscono uno show ambizioso, basato su un LP doppio: The Lamb Down On Broadway. Si tratta di una rappresentazione spettacolare per quell'epoca: imponenti giochi di luce con largo uso di maschere e costumi da parte di Gabriel. Il quintetto ora vende milioni di dischi in tutto il mondo.

 I Genesis in concerto nel 1980

Il loro è un rock romantico, un «pop neo classico», come viene definito, ricco di sofisticate orchestrazioni e di insoliti riferimenti culturali nei testi. Soprattutto in Italia (come s'è detto) e negli USA, i Genesis hanno ormai una vastissima popolarità. Ma col 1975, anche Gabriel lascia i Genesis. Collins è convinto dai compagni a prendere il posto di voce solista rimasto vacante, scoprendo inaspettate qualità vocali. È quindi l'epoca di A Trick Of The Tail e Wind And Wuthering, entrambi del '76. L'anno dopo i Genesis tengono una serie di concerti e a ottobre esce it doppio Seconds Out. Proprio poco prima che Steve Hackett se ne vada anche lui. Cosi, l'anno dopo, Tony, Mike e Phil incidono And Then We Are Three (E allora siamo rimasti in tre). Da questo momento la formazione non muta piu. Segue nel 1979 un tour mondiale, nel 1980 l'LP Duke e ora Abacab

Proprio in questi giorni, Armando Gallo, giornalista specializzato, ha pubblicato una monumentale biografia di questo gruppo, intitolata Genesis la loro leggenda, riccamente illustrata.
Foto Ghigo Agosti, Bruno Marzi e Polygram

8 July 2013

I grandi amici di Topolino: Claudio Baglioni

Published on Topolino No. 1126, 26 June 1977
Pubblicato su Topolino No. 1126, 26 Giugno 1977

I grandi amici di Topolino
 Claudio Baglioni


Un tempo, gli amici lo chiamavano « Agonia ». Era un tipo timido, introverso. Di poche parole. Portava occhiali con lenti affumicate. Non per posa, ma per difendersi. Nella sensibilità, che è una faccenda a forma di cassa armonica. Dove i fruscii diventano tuoni. É un po' come quando ti senti i posti e le persone fuori misura. A diciassette anni. E allora una chitarra può diventare la tua medicina. « La chitarra per me è stato un mezzo per entrare nell`ambito degli amici, per farmi accettare e per comunicare. »
È Claudio Baglioni che mi parla. Mattina, il viso un po' assonnato. Ci sono stati numerosi bis, ieri sera. Il pubblico era tutto giovane, giovanissimo. Un mare di ragazze e ragazzi. Con una gran voglia di sentire Claudio cantare. Quelle sue canzoni fatte di immagini, di piccole verità ironiche, vestite di malinconia. Come un clown. Che tutto sommato non fa ridere, anche se i colori del volto sono sgargianti, freschi.

Baglioni ha scritto piu di cento canzoni in tutta la sua carriera. È nato a Roma il 16 maggio 1951. Per lui, fare canzoni è un po' come andare a pesca di perle. Quelle vere, che non sono sassolini ricoperti. E io credo che Claudio sia un pescatore non ancora stanco. Con tanta voglia di tuffarsi, anche dopo anni di successo.


Di certo, Claudio, quando prese a fare i primi accordi sulla chitarra, non pensava al successo che sarebbe arrivato e alle canzoni che sarebbero piaciute tanto. Anche quando, nel 1969, Baglioni esordi al Festival degli Sconosciuti di Ariccia, con Yesterday. Anche quando mise su complessini dal nome I Beatles N. 2 o Le nuove immagini. Invece quello che era un hobby, un « ricostituente » per vincere la timidezza, è diventato il suo modo di esprimersi, di comunicare, di raccontare le sue verità.
La sua prima canzone e stata Signora Lia, un lavoro delicato che ha segnato l'inizio del modo di fare canzoni alla Baglioni: immagini che suggeriscono sensazioni dentro di te, interpretabili come vuoi tu, con un'eco personalissima. Un sistema di « suoni rimbalzati » che ti fa sentire tua una canzone che tu non hai scritto, ma che ascolti soltanto.

Fino ad oggi, Claudio ha completato cinque LP: Questo piccolo grande amore, Gira che ti gira amore bello, E tu, Sabato pomeriggio e, l'ultimo, Solo. Ognuno di questi lavori ha tenuto testa nelle classifiche per decine di settimane. Tra tutti e cinque quello piu atteso, è stato il 33 Solo, che è apparso dopo un anno e mezzo di silenzio. Perchè questo silenzio? « Perchè con l'LP Sabato pomeriggio mi sentivo soffocato dal successo, da quattro anni di lavoro ». E Claudio aveva bisogno di un po' di calma. Di ritrovare se stesso. È importante quando fai cose a cui tieni, che ti piacciono.


« C'e voluto un anno e mezzo, come uno che impiega tempo, per guadagnare tempo ». Intanto ha fatto un giro in Sud America. « Un po' perché avevo bisogno di una botta di fiducia in me stesso, poi per scoprire che in Brasile, è incredibilmente vero: la musica è un modo di vivere, laggiù tutto gira a suon di musica, di samba. Poi per rivedere il mio maestro di musica, l'argentino Nicolas Amato che, quando abitava a Roma, m'aveva insegnato a suonare piano e chitarra. » E bisogna dire piutosto bene. Ieri sera Claudio ne ha dato un'ampia dimostrazione. Per un pubblico che all'attacco di ogni canzone, dopo solo due o tre note, scoppiava in applausi e acclamazioni. Soprattutto per quelle recenti, del suo ultimo LP, realizzato da un Baglioni ricaricato dove parla della solitudine come tema principale, e che ha fatto tutto da solo. Una prova e una dimostrazione di bravura e sensibilità. « Per ritrovare fiducia in me stesso. »

Un viso simpatico, quello di Baglioni mentre mi parla con semplicità. Pronto ad allargarsi in un sorriso. Un'aria tra il serio e lo scanzonato, sciolta. Come se dicesse: quello che vedete qui, sono io veramente. Lo stesso cheieri sera era sul palco. Uguale. Una medaglia con una faccia sola.
Max Red